Dopo vent’anni di ricerche, ecco finalmente i primi risultati. Una nuova generazione di celle solari e sensori sta nascendo, grazie alle sperimentazioni e ai risultati raggiunti per ottenere strutture uniformi composte da nanotubi di carbonio, tubi microscopici, dell’ordine di grandezza dei nanometri.

Scopo raggiunto da questa tecnica innovativa, per cui utilizzando delle molecole, opportunamente programmate, sono stati prodotti dei “semi” in grado di originare nanotubi con pareti aventi un solo strato di atomi e orientati nella medesima direzione.

celle solari, la crescita di un nanotubo da un seme di molecola

La crescita di un nanotubo da un seme di molecola

Tali caratteristiche li renderebbero molto utili per essere utilizzati in diversi settori, come ad esempio le celle solari ma anche, grazie alla loro proprietà elettriche, in microchip, transistor, LED e laser a ultravioletti.

Con questo sistema i nanotubi rimangono estremamente uniformi tanto che diventa facile controllare il loro comportamento. Il risultato della sperimentazione è stato pubblicato su Nature, è stato condotto dal gruppo di Roman Fasel, della  Swiss Federal Laboratories for Materials Science and Technology di Dubendorg 

Era risaputo che i nanotubi avessero delle eccezionali proprietà materiali ed era per questo motivo che i ricercatori da vent’anni lavoravano per ottenere strutture uniformi. La sperimentazione prosegue dunque in questa direzione al fine di ottenere un’ottimizzazione  del prodotto perché sia accessibile su scala industriale.

Si apre un nuovo futuro per queste applicazioni con la possibilità di programmare ulteriormente strutture diversificate tra loro.

 

 

 

 

 

 

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