concentrazioni CO2 crescenti minacciano la nostra alimentazione

In un recente studio, condotto per stabilire se l’aumento delle concentrazioni CO2 (biossido di carbonio) sono una minaccia per l’alimentazione umana, i ricercatori hanno scoperto che se i livelli raggiungono quelli attesi entro il 2050, le colture che contengono zinco e ferro, e che sostengono gran parte della popolazione mondiale, ridurranno le concentrazioni di questi nutrienti.

I ricercatori dell’università di Harvard hanno pubblicato le loro scoperte su Naturefacendo notare che circa 2 miliardi di persone in tutto il mondo soffrono di carenze di zinco e ferro, che si traduce in una perdita di 63 milioni di anni di vita ogni anno per malnutrizione.

Il gruppo di studio sostiene che, se le concentrazioni di CO2 riducono i nutrienti, questo rappresenterà la minaccia più significativa per la salute dell’uomo, associata al cambiamento climatico.

Lo zinco è un elemento essenziale per la salute umana. Si trova nelle cellule in tutto il corpo e aiuta il sistema immunitario a combattere batteri e virus. Inoltre, il corpo ha bisogno di zinco per produrre le proteine ​​e il DNA.

Allo stesso modo, il ferro è un componente fondamentale dell’emoglobina, che trasferisce l’ossigeno dai polmoni ai tessuti. Il ferro è necessario per la crescita, lo sviluppo, il funzionamento e la sintesi di alcuni ormoni.

Rilevata una diminuzione dei livelli di ferro e zinco nel grano e nel riso.

Per condurre il loro studio, i ricercatori hanno usato dati che coinvolgono 41 genotipi di cereali e legumi provenienti da gruppi di piante che utilizzano la fissazione del carbonio C3 e C4, prelevati in sette differenti siti in Giappone, Australia e Stati Uniti.

Dopo i test sulle concentrazioni di ferro e zinco nelle parti commestibili di grano, riso, mais, sorgo, soia e piselli, i ricercatori hanno scoperto che il livello di CO2 in tutti le sette erre selezionate è stata tra 546-586 parti per milione.

Nel complesso, i risultati hanno mostrato che c’è stata una diminuzione significativa delle concentrazioni di zinco, ferro e proteine ​​di grano e riso.

In particolare, nei chicchi di grano coltivati ​​in quei luoghi, queste concentrazioni sono state ridotte del 9,3% per lo zinco, 5,1% per il ferro e il 6,3% per le proteine​​, a fronte di grano coltivato a livelli di CO2 moderati.

Il team osserva che lo zinco e il ferro erano ridotti nei legumi, mentre le proteine non lo erano.

L’umanità sta rapidamente cambiando le condizioni ambientali

Ma in che modo questi risultati vanno a colpire gli esseri umani? Samuel Myers, ricercatore presso il Dipartimento di Salute Ambientale di Harvard, stima che la dieta di circa 2-3 miliardi di persone sul nostro pianeta è costituita per oltre il 70%  da zinco o ferro provenienti da tali colture.

Essi aggiungono che questo in particolare riguarda i paesi in via di sviluppo, visto che la carenza di zinco e ferro in quei luoghi è già un problema sanitario importante.

Colture come il mais e il sorgo sono state meno influenzate dai crescenti livelli di CO2. Questo, sostengono i ricercatori, è coerente con la fisiologia intrinseca delle piante. Tali piante concentrano CO2 all’interno della cellula per la fotosintesi, in modo che, teorizzano, questo rende le piante meno sensibili alle variazioni al di fuori delle cellule.

Il team si è sorpreso del fatto che lo zinco e il ferro variassero in modo significativo tra i diversi genotipi di riso, ma aggiungono che in futuro ci potrebbe essere la possibilità di creare coltivazioni aventi una ridotta sensibilità ai livelli crescenti di CO2.

Myers afferma che l’umanità stia conducendo un esperimento globale alterando rapidamente le condizioni ambientali nell’unico pianeta abitabile che conosciamo. All’evolversi di questo esperimento, seguiranno sicuramente molte sorprese. Scoprire che l’aumento della CO2 minaccia l’alimentazione umana è una di queste sorprese.

Cercare di ridurre le emissioni di CO2, coltivare genotipi di piante con una sensibilità ridotta e sostenere a livello nutrizionale le popolazioni più colpite, potrebbero ridurre l’impatto sulla salute causato da questi cambiamenti ambientali.

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