Dal prossimo 1 maggio al 31 ottobre Milano ospiterà EXPO 2015, l’esposizione internazionale. Se entrate al sito dagli ingressi ovest di Triulza o Fiorenza non potete negarvi una visita al Padiglione Zero.

Chi arriva ad EXPO 2015 entrando dagli ingressi ovest del sito è obbligato a metterci piedi; per chi entra da est è altamente consigliato farci un salto. Parliamo del PADIGLIONE ZERO, una delle attrattive più caratteristiche presenti all’esposizione internazionale di Milano.

Che cos’è il PADIGLIONE ZERO?

padiglione zero struttura

L’ EXPO milanese ha la sua porta: si tratta del Padiglione Zero. Logisticamente l’edificio è collocato nella zona ovest del parco EXPO e vi si accede subito arrivando dagli ingressi 2 e 3, quelli frequentati dai pendolari di treni e metro. Oltre alle caratteristiche strutturali e di posizione la vera peculiarità di Padiglione zero è la sua funzione; la struttura infatti sarà il luogo di racconto dell’evoluzione del rapporto millenario tra l’uomo ed il cibo. Dietro la realizzazione di questa struttura vi sono firme importanti del design italiano. Il padiglione nasce dall’idea dell’architetto MICHELE DE LUCCHI, mentre la parte scenografica è stata curata da GIANCARLO BASILI, il quale ha messo insieme il meglio dell’artigianato della Penisola per completare mano a mano, pezzo per pezzo, l’edificio.

Cosa vedremo entrando nel PADIGLIONE ZERO?

padiglione zero stanze

Padiglione zero – come detto in precedenza – racconterà l’evoluzione del rapporto millenario tra l’uomo ed il cibo. La storia verrà narrata attraverso illustrazioni divise in 12 stanze a tema realizzate dalla bottega artigiana più grande d’Italia, nata dall’idea di Giancarlo Basili.

Le 12 STANZE A TEMA

padiglione zero allevamento

  1. ARCHIVIO DEL MONDO – (MEMORIA) = La sala è caratterizzata da una grande biblioteca a parete in legno che celebra la memoria, il passato, come spunto ideale per interpretare il reale
  2. LE ARTI DEL MONDO (CONOSCENZA) = La seconda stanza ha il suo epicentro sul retro della parete biblioteca sulla quale viene proiettato un filmato, curato da Mario Martone, che celebra le 4 arti che hanno permesso all’uomo di prender coscienza si sé: Caccia, Pesca, Agricoltura, Allevamento
  3. IL DOMINIO DELLA NATURA (ORIGINI) = La terza sala vince il premio della curiosità. Il merito va all’installazione di un albero in resina, a cui sono state incollate oltre 3000 foglie a mano, che buca il tetto. L’albero simboleggia una natura spesso ultimamente usurpata e che ora spinge per riprendersi il mondo divenuto troppo artificiale
  4. ADDOMESTICAZIONE VEGETALE (CASA) = Qui vedrete frutta, verdura, spezie proiettate su pannelli
  5. ADDOMESTICAZIONE ANIMALE (COMUNITA’) = Questa è luogo delle sculture di animali tipici di un allevamento
  6. TAVOLA (CONVIVIO) = La convivenza qui è simboleggiata da un tavolo progettato da MAURIZIO RIVA. Il tavolo diviene tavola, ovvero il luogo dove alimentandosi si diventa parte di una comunità
  7. LE 4 ARTI (INGEGNO) = Qui dovrete stare a testa in su; sul soffitto infatti vi sono tutti gli utensili dell’uomo usati per lavorare e modificare la natura
  8. RACCOGLIERE, TRASPORTARE, CONSERVARE, TRASFORMARE (ECONOMIA) = Qui viene celebrata la capacità dell’uomo di conservare e trasformare il cibo
  9. DAI CAMPI ALLE FABBRICHE (RIVOLUZIONE INDUSTRIALE) = Attraverso un plastico di 320 metri quadrati viene ricostruita la trasformazione che ha visto sorgere le fabbriche
  10. PIAZZA VIRTUALE DEL CIBO (SPECULARE) = Come essere a Wall Street o Piazza Affari; una parete su cui sono collocati 500 schermi mostra lo spread del cibo, come? indicando le differenze di consumo di cibo nei vari paesi del mondo
  11. SPRECO (CATASTROFE) = Da una finestrella vediamo i fenomeni catastrofici che la natura è in grado di fare: terremoti, tsunami. Ad essi vengono associati quelli umani: le guerre e lo spreco di cibo
  12. TROVARE L’EQUILIBRIO (ARMONIA) = Il tour si conclude con un’idea speranzosa: una sala con 12 paesaggi differenti su cui vengono installate 12 tipi di agricoltura virtuosa, 1 per paesaggio. Un’altra sala con le cinque storie dei migliori progetti di cooperazione per lo sviluppo

padiglione zero albero in resina

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