Cina-soffocata-dallo-smog

PECHINO – Le città stanno prendendo misure drastiche contro la “guerra all’inquinamento,” dalla distribuzione di cannoni giganti che spruzzano acqua fino a 600 metri d’altezza per dissolvere lo smog nell’aria, alla confisca di grigliate all’aperto. Nessuna iniziativa sembra destinata a portare sollievo nella Cina soffocata dallo smog. I cittadini stanno soffrendo a causa dell’inquinamento atmosferico così intenso che gli scienziati hanno paragonato gli effetti ad un inverno nucleare.

I cieli sereni possono rimanere una prospettiva lontana, ma sempre più cinesi stanno prendendo misure per proteggere la loro salute all’interno delle proprie case, con l’acquisto di depuratori d’aria e altri prodotti per scongiurare gli effetti collaterali del boom economico della nazione.

Alcune aziende straniere, tra cui Cina e Stati Uniti, stanno facendo affari grazie all’aumento dello smog e dei livelli di PM2.5 ( particelle sospese nell’aria molto pericolose per la salute perché abbastanza piccole da entrare nei polmoni e nel sangue).

Negli ultimi due anni, il 5% delle famiglie cinesi delle città più ricche – Pechino, Shanghai, Guangzhou e Shenzhen – ha acquistato depuratori d’aria, ha dichiarato Lu Lijian, direttore tecnico di Shanghai Biaohui Technology, una nuova società che si occupa di purificatori d’aria.

“Oggi i lavoratori professionisti prestano maggiore attenzione alla loro salute e possono permettersi dai 320 ai 640 dollari per un depuratore”, ha detto. “Ma alla maggior parte dei consumatori importa solo se la macchina è bella o economica.”

Eppure, una relazione della Huidian Research ha rivelato alla fine dell’anno scorso che, mentre il 27% delle famiglie statunitensi hanno depuratori d’aria, in Cina appena lo 0,1% ne possiede uno.

L’incapacità di fare meglio sta facendo crollare  l’industria turistica. L’ormai famigerato smog ha provocato un recente calo di arrivi di turisti stranieri a Pechino. Le società Statunitensi segnalano le difficoltà alle quali vanno incontro nel reclutamento di alti dirigenti disponibili a lavorare in questa città. I bambini Americani  e i bambini cinesi con passaporti stranieri frequentano le scuole internazionali che sono provviste di costose ed enormi cupole costruite per consentire attività sportive all’aperto, al riparo dall’atmosfera tossica circostante.

Per le Olimpiadi del 2008, la Cina, per un breve periodo, ha tenuto chiuse fabbriche e vietato la circolazione delle auto. La presa di coscienza sull’inquinamento atmosferico è aumentato negli anni successivi, ma la qualità dell’aria della nazione non è migliorata, in quanto gli obiettivi economici vincono di gran lunga sugli obiettivi ambientali, temendo, in caso contrario, di rallentare la crescita.

Chen Tian, alto funzionario ambientale di Pechino, ha sollevato alcune critiche lo scorso mese, quando ha dichiarato ad un programma radiofonico che egli non indossa maschere né ha un depuratore d’aria in casa, anche se il suo ufficio consiglia ai residenti di indossarne una tutti i giorni.

“Sostiene cose fuorvianti per la popolazione”, ha detto Lu, che ha elogiato l’Ambasciata degli Stati Uniti per aver reso pubbliche le proprie letture di PM2.5 rilevate nel 2008 e che ha portato le autorità cinesi a rivelare i dati a livello nazionale, dati che molti cittadini ormai controllano giornalmente. “Non possiamo controllare l’aria esterna, ma siamo in grado di controllare il nostro ambiente domestico. Questo è ancora un settore nuovo per la Cina, e la gente ha bisogno di tempo per adattarsi e capire.”

Come segno dei tempi che cambiano, il programma televisivo più seguito in Cina, il Lunar New Year gala in onda a gennaio, ha fatto di un purificatore d’aria il protagonista di una scenetta comica.

Più di 200 produttori affollano ora un settore  non ancora regolamentato. Alcune aziende pensano di farsi una buona pubblicità donando depuratori a case di cura per anziani, mentre altri corrono a depositare i brevetti, sparlando della concorrenza.

 

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