Ocean Cleanup è il progetto di un ragazzo olandese per ripulire gli oceani inquinati dai rifiuti di plastica. Ideato due anni fa, oggi sta per andare in porto. Si inizierà nel 2016, ma di cosa si tratta?

plastiche oceani inquinatiOcean Cleanup è un progetto che deriva dall’idea di Boyan Slat, uno studente olandese ai tempi diciannovenne, per ripulire le acque tra Giappone e Corea del Sud. Oggi gli oceani inquinati stanno diventando un problema sempre più in crescita. La quantità di plastica nelle acque è stimata per una somma di 5.250 miliardi di frammenti, ovvero migliaia e migliaia di tonnellate. I pezzi di plastica derivano principalmente da prodotti d’uso quotidiano, come borse, contenitori per alimenti e per bevande e giocattoli. La corrente il trasporta senza sosta, provocandone lo spezzettamento in pezzi sempre più piccoli: le microplastiche. Queste hanno un alto grado di resistenza nel biodegradarsi infatti resistono per centinaia di anni. Ad oggi sono molti (quasi tutti) gli oceani inquinati, nell’88% di questi è stata rilevata l’alta quantità di microplastiche Ma in cosa consiste il progetto ideato da Slat per ripulire gli oceani inquinati?

ocean cleanup oceani inquinatiOcean Cleanup

Il progetto ha un’idea basilare di fondo. Consiste nel far si che le stesse correnti che trasportano le plastiche e formano grandi isole di spazzatura passino per delle gabbie galleggianti, le quali bloccherebbero la spazzatura. Queste strutture sono degli enormi bracci galleggianti (anche lunghi chilometri) che filtrano le acque degli oceani inquinati e sono quindi in grado di addensare i rifiuti che saranno successivamente estratti. Queste strutture sono inoltre prive di reti al di sotto della superficie dell’acqua in modo da rendere impossibile la cattura di pesci e di tutto l’ecosistema che popola il mondo subacqueo. Dopo diversi studi sulla progettazione e sulla prevedibilità dei dati, si stima che in soli 10 anni si potrebbe ripulire metà delle Great Pacific Garbage Patch.

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Boyan Slat, studente 20enne ideatore del progetto.

Si pensa sia un’ottima soluzione al grave problema dell’inquinamento delle nostre acque, che aumenta anno dopo anno. Così l’organizzazione fondata da Boyan Slat (studente olandese di ingegnerai aerospaziale) inizierà nel secondo trimestre del 2016 ad installare strutture da 2000 metri a largo delle acque dell’isola Tsushima.

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